FantaAmici, Calma risponde alle domande dei fan

Calma, ex allievo di Amici21 della squadra Zerbi-Celentano, si racconta rispondendo ad alcune domande che abbiamo raccolto tra i suoi fan.

Cosa ti è rimasto dall’esperienza di Amici? Ti senti più maturo artisticamente?

“Sì, il lavoro fatto all’interno della scuola ti prepara ai ritmi fuori da Amici, mi ha aiutato sicuramente tantissimo! A livello artistico l’esperienza mi lascia la consapevolezza di voler comunicare qualcosa, di avere un messaggio da condividere e la bellezza di avere qualcuno pronto ad ascoltarmi, mentre a livello umano lascia delle amicizie stupende vissute con una intensità che si può trovare solo in un contesto del genere.”

Cosa provi quando canti? Come sei riuscito a capire che cantare è ciò che vuoi fare della tua vita?

“Quando canto provo una sensazione forte, mi sento come un surfista sull’onda più bella. Mi fa stare bene. Che cantare fosse ciò che volevo fare nella vita l’ho capito nel corso degli anni perché durante il mio percorso di maturazione avevo tanto caos in testa e nella musica e nel canto trovavo una tregua al mio caos. Questo mi ha aiutato a comprendere che era la mia strada.”

Ti piace sperimentare nella musica?

“100% Sì! I miei inizi col canto e la scrittura provengono dal cantautorato britannico contemporaneo, con uno su tutti Ed Sheeran, passando per James Bay, per uno stile più folk come Passengers, arrivando al cantautorato italiano più classico con Battisti, De Gregori, Dalla, De Andrè. Questo mi ha portato una voglia di scoprire e di scoprirmi, attraverso una ricerca di un nuovo linguaggio, nuovi suoni. Mi piace perdermi scoprendo dei suoni che rappresentino al meglio le mie emozioni che variano, perché non si resta mai la stessa persona negli anni. Questo cambiamento mi piace portarlo parallelamente nei miei testi e nei miei suoni.”

Se potessi scegliere una canzone, quale dedicheresti a te stesso?

“Vi ringrazio tanto per la domanda, è molto stimolante e anche difficile da rispondere. Se devo sceglierne solo una, probabilmente mi dedicherei “Metti in circolo il tuo amore”, un brano bellissimo di Ligabue, specialmente quando dice «Quanti generi di pesci e che correnti forti perché ‘sto mare sia come vuoi te», che rappresenta la mia lotta quotidiana verso un accettare me e il mondo che mi circonda. La difficoltà di volere essere me stesso e di trovare un ruolo all’interno del mondo. Mi da tantissima forza nell’ascoltarla.”

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